Sicurezza sul lavoro: ne sentiamo parlare oggi sempre più di frequente, a differenza di qualche tempo fa, quando gli argomenti che riguardavano la tutela e la sicurezza dei lavoratori erano quasi sconosciuti o in alcuni casi addirittura ignorati. Come ad esempio il Documento Valutazione Rischi il cui acronimo è DVR.
DVR: cosa è a cosa serve
Ma cosa ne sappiamo effettivamente del DVR? Quanti di voi sanno esattamente che cos’è, a cosa serve, quando è obbligatorio e a chi spetta redigerlo? Nel nostro Paese è un documento fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro; e una buona valutazione dei rischi aziendali.
È uno strumento importantissimo, un documento che ogni datore di lavoro deve compilare, per valutare tutti i rischi ai quali sono esposti i propri dipendenti durante l’attività aziendale.
È una valutazione che necessita di una redazione accurata, utile a determinare in che misura lavorano in sicurezza tutti i lavoratori presenti in azienda, e in quale misura è tutelata la loro salute.
L’importanza della corretta valutazione dei rischi
Questo documento serve anche a organizzare e a mettere in atto tutte le misure di prevenzione e di protezione adeguate, basandosi sulla tipologia delle varie mansioni sostenute dai lavoratori.
Oggi sappiamo che la valutazione dei rischi è stata per troppo tempo considerata solo un semplice adempimento burocratico, circoscritto alla compilazione di alcuni fogli, dove le indicazioni e le regolamentazioni troppo spesso non venivano attuate. Il DVR invece dobbiamo considerarlo una vera e propria mappa di tutti i rischi aziendali, che consente di pianificare un insieme di misure preventive per tutelare chi lavora.
Questo documento è obbligatorio per tutte le aziende che hanno anche solo un lavoratore, senza alcuna differenza dal settore e dall’attività svolta.
Il testo sulla sicurezza è dedicato a tutte le persone che lavorano
Vogliamo anche specificare che il testo sulla sicurezza ovvero il Decreto Legislativo del 2008 si riferisce a qualsiasi persona svolga un’attività lavorativa organizzata da un datore di lavoro, in una specifica azienda, con o senza retribuzione. Sono inclusi i lavoratori dipendenti con contratto di lavoro, i soci lavoratori di cooperative, gli associati con partecipazione attiva e tutti gli stagisti e gli apprendisti.
Non sono sottoposti all’obbligo della compilazione del DVR aziendale soltanto i datori di lavoro che svolgono l’attività in autonomia, senza nessun collaboratore.
Come adeguarsi e mettere in regola la propria azienda
Per quello che riguarda le tempistiche, per adeguarsi alla compilazione del DVR, ad esempio in caso di nuova attività è da tenere presente che è concesso un tempo massimo di 90 giorni dall’inizio dell’attività stessa.
Mentre per le aziende già operative da svariati anni il documento di valutazione dei rischi deve essere presente e aggiornato. In effetti il DVR non ha una scadenza precisa, ma comunque deve essere rivisto e aggiornato ogni tre anni; mentre per le modifiche nell’organizzazione e nella produzione aziendale il DVR deve essere ricompilato e aggiornato entro 30 giorni dall’attuazione delle stesse.
Troviamo le medesime modalita’ per eventuali infortuni significativi dei dipendenti; nuove regole di sorveglianza sanitaria e avvicendamento del datore di lavoro.
Il datore di lavoro unico responsabile del DVR
La compilazione del documento di valutazione dei rischi può essere eseguita solo e soltanto dal datore di lavoro che non può delegare questo compito ad altri. Nell’articolo 17 del decreto legislativo del 2008 la valutazione dei rischi è inserita appunto come obbligo non delegabile.
Questo In pratica significa che spetta soltanto al datore di lavoro valutare i rischi aziendali, benché gli sia concesso chiedere supporto tecnico a personale specializzato, ovvero consulenti esterni per la parte tecnica. Ma nonostante questo egli resta l’unico responsabile di una corretta valutazione e della messa in atto delle misure preventive.
Documento Valutazione Rischi: Le firme che convalidano il documento
Dopo la compilazione, il documento, deve essere firmato dal datore di lavoro, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale e da un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, oltre che da un medico competente. Tutte queste informazioni sono fondamentali per chi intende avviare una nuova attività propria e assumere dei dipendenti.
Documento valutazione dei rischi cosa contiene
Ma cosa deve contenere effettivamente questo documento? Prima di tutto come abbiamo già detto deve essere formulata una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza di chi lavora; seguita da precise indicazioni di tutti i criteri adottati in merito alle misure di prevenzione e protezione con un focus sul programma previsto per metterle in atto e per migliorare i livelli di sicurezza nel corso degli anni. Nel documento va indicato con precisione anche il rappresentante dei lavoratori e il medico designato dall’azienda. Per chi non si adegua e non segue queste regolamentazioni esistono anche delle sanzioni. Inoltre un’azienda che è priva del DVR non può espletare la sua attività e per il datore di lavoro ci possono essere non solo sanzioni amministrative, ma anche penali.
Documento Valutazione Rischi: Violazione gravissima e sanzioni severe
La mancata compilazione del documento di valutazione dei rischi in Italia è la violazione più grave nell’ambito della sicurezza sul lavoro, perché significa che l’azienda nella persona del datore di lavoro non ha identificato i rischi presenti nell’ambiente lavorativo e non si è preso assolutamente cura di questa specifica è importante regolamentazione.
Non ha tutelato in alcun modo i suoi dipendenti. L’importanza del DVR sta nel fatto che rappresenta il cuore pulsante del sistema di gestione sicurezza di qualsiasi azienda di qualsiasi comparto o tipologia lavorativa.
Ma vediamo ora passo passo la procedura utile per regolarizzare il DVR quando manca o è scaduto, oppure non è aggiornato. Per prima cosa è necessario avviare un audit, poi identificare tutte le variazioni che possono essere state apportate dall’ultima versione valida dal documento o da quando è iniziata l’attività aziendale ma il DVR non è mai stato compilato.
Il Datore di lavoro deve raccogliere la documentazione aziendale che contiene la visura camerale, i contratti di lavoro, l’organigramma, i mansionari, le schede di sicurezza su eventuali sostanze chimiche utilizzate. i libretti delle attrezzature e delle macchine in uso e l’archivio di eventuali infortuni verificatesi negli ultimi tre anni dell’attività.
Ma non basta; sono necessari anche gli eventuali verbali di ispezione dell’ASL, dell’Ispettorato e in seguito poi si devono convocare tutte le figure che nell’azienda si occupano della sicurezza. È inoltre inderogabile in seguito effettuare anche un sopralluogo tecnico, ispezionare gli ambienti di lavoro con una specifica verifica sui flussi produttivi
Vanno controllate le protezioni dei macchinari e la loro efficienza e manutenzione.
Il tutto finalizzato ad identificare i pericoli per ogni specifica mansione di ogni singolo lavoratore. Vanno elencati quali sono i DPI in uso; ovvero i dispositivi di protezione individuale.
Il tutto completato da interviste e conversazioni con lavoratori a campione.
È molto importante individuare attraverso anche le testimonianze dei dipendenti quali sono in effetti i rischi fisici, biologici, ed ergonomici della movimentazione manuale. Senza ascludere anche i rischi psicosociali ovvero stress e problematiche di interazione o integrazione nell’ambiente di lavoro.
I rischi vanno inoltre classificati con fasce di priorità e livello. In breve, si evince che non è assolutamente una cosa molto facile e risolvibile in pochi minuti; può essere utile rivolgersi a un consulente che ci potrà guidare nel processo di adeguamento alle leggi vigenti in merito alla sicurezza sul lavoro.
Documento Valutazione Rischi: Perché mettersi in regola
Le sanzioni per chi non redige il documento di valutazione dei rischi nel nostro Paese sono le più severe, previste dal decreto legislativo 81 /2008… È considerata una violazione gravissima mettere in pericolo i lavoratori. Le sanzioni principali comprendono l’arresto da tre a sei mesi per il datore di lavoro oppure una sanzione pecuniaria che si aggira tra i €3000 e i €7000. Attenzione, questi importi sono aggiornati al 2026; e a seconda dei casi la valutazione degli organi di vigilanza può rendere possibile l’applicazione di cifre leggermente piu’ basse che oscillano tra i €2500 e i €6.400. Mentre nelle violazioni giudicate molto gravi e indicate dall’articolo 55 l’arresto può essere dai 4 agli 8 mesi, ma sono previste anche sanzioni molto più severe nel caso di attivita’ ad alto rischio, come infortuni gravi o se la violazione è reiterata nel tempo o recidiva..
Quando il DVR c’è ma non è a norma
È passibile di sanzioni anche un DVR redatto in maniera inadeguata e con carenza di contenuti o per un mancato aggiornamento Ma il rischio forse più temuto dai datori di lavoro è la sospensione dell’attività imprenditoriale con una conseguente perdita economica rilevante. Possiamo concludere dicendo che la mancanza del DVR in un’azienda non è una semplice infrazione di carattere amministrativo, ma è un vero e proprio reato penale. Per altri interessanti articoli a tema sicurezza sul lavoro, vi invitiamo a visitare il nostro magazine.
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