Bonus formazione 4.0 prorogato al 2020

Home - Politiche sul lavoro - Bonus formazione 4.0 prorogato al 2020

Bonus formazione 4.0 prorogato al 2020

La legge di Bilancio 2020, approvata dal Senato il 16 dicembre e ora all’esame alla Camera che darà il via libera senza modifiche, infatti, nel confermare il credito d’imposta anche per il 2020, ha ritoccato però in vari punti la disciplina.

Le novità entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020 (per tutti gli aspetti non modificati saranno applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto interministeriale 4 maggio 2018), mentre fino al 31 dicembre 2019 resterà valida l’attuale versione dell’agevolazione (ex legge di Bilancio 2019, articolo 1, commi 78-80).

Nuovi requisiti di accesso

Una prima innovazione introdotta con la legge di Bilancio 2020 riguarda i requisiti di accesso.

Mentre infatti l’attuale disciplina preclude il bonus alle imprese in difficoltà così come definite dall’articolo 2, punto 18), del regolamento (UE) n. 651/2014, dal 2020, per effetto delle modifiche apportate dal maxi emendamento, dal 2020, ferma restando tale esclusione, non saranno ammesse al credito di imposta le imprese destinatarie di sanzioni interiettive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del D.lgs. n. 231/2001.

Sempre per effetto di quanto disposto dalla Manovra 2020, l’effettiva fruizione del credito d’imposta sarà subordinata alla condizione che l’impresa non sia destinataria delle suddette sanzioni interiettive (ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del D.lgs. n. 231/2001) e risulti in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Fatta eccezione per tali modifiche, rimangono immutati tutti gli altri aspetti dell’ambito soggettivo.

Come per la disciplina in vigore, quindi, anche nel 2020, potranno accedere al credito d’imposta:

  • tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali;
  • gli enti non commerciali a condizione che svolgano attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d’impresa (il beneficio si applica per intero anche se i dipendenti partecipanti alle attività di formazione ammissibili sono occupati solo promiscuamente in dette attività commerciali).

Novità soggetti formatori

Il credito d’imposta può essere fruito per attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”.

Le attività formative possono essere organizzate dall’impresa con proprio personale docente o con personale docente esterno assistito da un tutor interno oppure possono:

  • essere erogate da soggetti esterni, purché accreditati per lo svolgimento di tali attività presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
  • nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa, si considerano ammissibili al credito d’imposta anche le attività commissionate agli Istituti tecnici superiori;
  • essere commissionate a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi inter professionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea;
  • si considerano ammissibili al credito d’imposta anche le spese relative al personale dipendente, ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili; in questo caso, però, le spese ammissibili, calcolate secondo i criteri indicati nel comma 1, non possono eccedere il 30 per cento della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.

Dal 2020, per effetto le attività potranno essere commissionate anche agli Istituti tecnici superiori. Come precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico nella circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018, sono ammissibili anche le attività organizzate e svolte, in tutto o in parte, in modalità “e-learning”, cioè attraverso corsi e lezioni “on line”.

Nuovi limiti massimi annuali

Con la legge di Bilancio 2020, viene previsto che, per le spese sostenute dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2019 (quindi, dal 1° gennaio 2020 per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare), l’incentivo sarà pari al:

  • 50% delle spese ammissibili e fino ad un massimo di 300.000 euro, per le piccole imprese;
  • 40% delle spese ammissibili e fino ad un massimo di 250.000 euro, per le medie imprese;
  • 30% delle spese ammissibili e fino ad un massimo di 250.000 euro, per le grandi imprese.

Micro impresa: meno di 10 occupanti; e il fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Piccola impresa: da 10 a 49 occupanti; e il fatturato o bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Media impresa: da 50 a 249 occupanti; e il fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro e un bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

Grande impresa: oltre 249 occupanti; fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro.

NB: I requisiti relativi al numero di dipendenti e al totale del fatturato, o al numero di dipendenti e al totale di bilancio, devono ambedue sussistere e sono cumulativi. È invece prevista l’alternatività tra i requisiti di fatturato e totale di bilancio (la scelta di quale considerare dipende dalla convenienza dell’azienda).

Inoltre, nel 2020, per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, la misura del bonus verrà aumentata al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17 ottobre 2017.

Secondo quanto previsto dalla legge di Bilancio 2020, dal 1° gennaio 2020, il credito d’imposta non potrà formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.

Nuovo adempimento per le imprese

Viene previsto che, al solo fine di consentire al Ministero dello Sviluppo Economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura agevolativa, le imprese che si avvalgono del credito d’imposta dovranno effettuare ad effettuare una comunicazione al Ministero.

È demandato ad un apposito decreto il compito di definire il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione.

Ulteriori adempimenti

Restano confermati tutti gli ulteriori adempimenti previsti dal D.M. 4 maggio 2018.

Anche nel 2020, quindi, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile predisposta dall’impresa dovranno risultare da un’apposita certificazione rilasciata dal revisore dei conti. Per le sole imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese sostenute per la certificazione (rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti) saranno riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto è 5.000 euro.

Le imprese, inoltre, dovranno conservare:

  • una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;
  • l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del bonus, anche in relazione al rispetto dei limiti e delle condizioni previste;
  • i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti congiuntamente dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno.

Il legislatore ha inoltre previsto che per beneficiare di questa agevolazione le spese sostenute dalle imprese devono riguardare le attività formative previste dal Piano nazionale «Industria 4.0». In particolare, il credito riguarda le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal suddetto Piano, quali:

  • Big data e analisi dei dati;
  • Cloud e fog-computing;
  • Cyber security;
  • sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali

Le attività formative dovranno essere applicate negli ambiti elencati nell’allegato A) alla Legge di Bilancio, che sono:

  • vendita e marketing nel quale le attività di formazione possono essere relative a
  • acquisti commercio al dettaglio commercio all’ingrosso gestione del magazzino servizi ai consumatori, stoccaggio, tecniche di dimostrazione, marketing, ricerca di mercato
  • informatica in questo caso le voci ammesse sono ad esempio analisi di sistemi informatici elaborazione elettronica dei dati formazione degli amministratori di rete, linguaggi di programmazione, progettazione di sistemi informatici, programmazione informatica, sistemi operativi
  • Tecniche e tecnologie di produzione nel quale si contano 88 voci, tra cui robotica sistemi di comunicazione tecnologie delle telecomunicazioni, idraulica, ingegneria meccanica, lavorazione della lamiera, saldatura, siderurgia, climatizzazione, distribuzione del gas, elettronica delle comunicazioni, ingegneria del controllo.

Il dettato normativo in esame ha inoltre previsto che il credito d’imposta

  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
  • la sopravvenienza attiva contabilizzata in contropartita del credito d’imposta in oggetto non concorre, per espressa previsione normativa, alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP;
  • la sopravvenienza attiva non concorre neppure alla determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali;

è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti.